Il fiore

Ayane si era svegliata in quel luogo magico, di nuovo. Si sentiva come se si fosse fatta una dose di speranza endovena. L’effetto, però, durò davvero poco: sembrava inverno ed alla vista di ciò che rimaneva di un fiore la gioia le si spense brutalmente.

Esso giaceva sulla roccia fredda mentre aspettava la sua morte. Doveva essere stato il fiore più bello di tutta la foresta, conservava in se ancora qualche colore. Era particolare, nonostante fosse quasi solo un cadavere. Sembrava che respirasse, sembrava che stesse esalando il suo ultimo respiro, anzi.

Ayane fece per avvicinarsi, quando un’ombra si scagliò contro quell’ammasso di grigio morente. Lei si nascose quindi dietro un albero. Quell’ombra, una volta ferma, assunse forma umana: era alto e brillava d’azzurro sotto la luce della Luna. Sembrava un essere di luce, uno spirito, o qualcosa del genere. Aveva lunghissimi capelli che si confondevano con la tunica che indossava. Sembrava affaticato, aveva il fiatone. Una volta raggiunta quella roccia fredda si spogliò rapidamente, sembrava stesse concludendo un affare di vita o di morte. Il dolore nei suoi occhi, così azzurri che quasi sembravano bianchi, era visibile anche dalla posizione di Ayane. Il suo sguardo vitreo era fisso sul fiore, staccò una spina dal suo esile fusto morente e lentamente la portò all’altezza dei suoi occhi.

Ayane abbassò lo sguardo per paura di veder reale quello che pensava stesse per succedere, lo rialzò subito, voleva sapere, doveva sapere.
Lo spirito, con un colpo deciso, si trafisse la pupilla. Estrasse una piccola sfera bianca semi trasparente e la avvicinò al fiore che la attirò a se e la strinse tra i petali fragili. Trascinò la stessa spina lungo il suo petto, si piegò sul fiore e lasciò colare del fluido azzurro sullo stelo grigio. Infine gli avvicinò il viso e gli sussurrò.

Il mio vetro come polline per vedere con la neve, il mio fluido come spine per proteggerti con i sogni, infine dei sussurri come petali per vivere finché non arriverà la mia estate.

In quel momento un vapore colorato passò dallo spirito al fiore e quest’ultimo rinsavì in un’esplosione di colori, luce e rumore.
Tra i rami cominciarono ad intrufolarsi enti bianchi che, dopo un’accurata selezione, arrivarono fino a terra. Neve e cenere ballarono lentamente, godendosi il tragitto che andava dai rami al suolo. Il silenzio tornò. Ayane si accasciò a terra incredula, aveva il fiatone. Non sapeva come sentirsi.

Non voleva rimanere.
Non voleva andarsene.

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2 pensieri su “Il fiore

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