Deux, emergere

Primo Viaggio

Secondi ridotti a momenti
Momenti ridotti ad ore

Pioggia, parvenza d’estate
Stagioni tutte assieme

Chiamato dal dormiveglia estivo
Trasportato dai colori d’autunno
Precipitato con la neve invernale
Ritrovato dai fiori di primavera
Ossessione, equilibrio
Aiutatemi a cercare
Quel posto che ad ogni calar di Luna
Cerco di ritrovare

Ayane era ufficialmente confusa. Conosceva quel tipo di sensazioni.

Secondo Viaggio

Luogo sterile
Simmetrie di rami
Paura di calpestare quel
Grigio equilibrio perfetto
Profumo sconosciuto
Silenzio mai ascoltato
Luce che filtra

Dal turchese senza colore
Figure slanciate

Lanterne che calano
Cera rossa che cola
E che mai raggiunge terra
Usignoli color porpora
Nascono dalla cera
Candele portano sulle ali

Nelle lanterne trovan riparo
Esseri alati

Movimento di gradazioni
Parvenza di libertà
Tra le sbarre degli alberi
Unico colore

Con l’unico compito
Di portar colore in quel
Grigio equilibrio perfetto.

“Ma non può parlare normalmente?” si chiese Ayane stranita. Conosceva quel posto.

Terzo Viaggio

Un tronco immenso
Ho trovato rifugio
Nel suo grigio

Che accade?
L’ultimo usignolo
Ha trovato riparo
Nell’ultima lanterna
Ed ora?
Il turchese senza colore
E’ esploso

Tutto è ancor più grigio
E’ la fine?
Ora capisco
E’ l’inizio d’una nuova era
Non posso andarmene
Fingendo indifferenza
Ormai è solo questa che sento casa.

La ragazza confusa sentì la porta di casa aprirsi e nel giro di mezzo secondo era in camera sua. Lumière fece per andare in bagno quando la vide e disse: “Santo cielo, Arc, che ti è successo?” Ayane si era dimenticata di lavarsi il viso e il sangue le si era seccato tutto intorno alle narici e sulle labbra. “Ciao papi, niente, figurati, le mie solite sbadataggini!” rispose evasiva. L’uomo tossì rumorosamente ed impallidì, poi corse in bagno e ne uscì solo venti minuti dopo, ancora più bianco di prima.

“Hai bisogno di qualcosa? E’ un po’ che ti vedo male. Lo vuoi un tè caldo?” gli chiese gentile.
“Non preoccuparti, Arc, il tuo super papà si è preso un gran bel… qualcosa! Nulla di grave! Però il tè lo accetto.” rispose lui.

“Vaniglia?” ammiccò lei.
“Ovviamente!”
Dopo essersi inebriata, Ayane andò in bagno e s’immerse in un bagno bollente, non stava bene, aveva la testa pesante. Come mai suo padre parlava di quel posto? Era solo un sogno, no? E allora perché avevano fatto lo stesso sogno? Perché Lumière sembrava essere fisicamente entrato in quel sogno? Chiuse gli occhi e smise di sentire e di vedere tutto ciò che apparteneva al mondo esterno. Sentiva solo il suo battito cardiaco, un suono sordo soffocato dall’acqua che la sovrastava. Emerse, prese fiato e poi affogò un’altra volta.

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