Confusione

Quella notte Ayane sognò. Ayane sognò qualcosa che non aveva mai sognato: un luogo. Un semplice luogo. Vi erano altissimi alberi grigi, una completa assenza di sottobosco, nonostante fosse un bosco.
I rami creavano eleganti simmetrie. Il terreno era macchiato di cera rossa, come se una volta ci fossero state delle candele sui rami, consumatesi poi spegnendosi sul terreno. Era un luogo sterile, c’era un profumo che lei non aveva mai odorato ed un silenzio mai ascoltato. Stava per sfiorare un tronco quando si svegliò. Si svegliò con una sensazione strana cucita addosso: si sentiva in pace.

Era domenica e Lumière aveva mancato l’appuntamento giornaliero con pane, miele e caffè. La forte tosse non gli permetteva di mandar giù né l’uno né l’altro. “Tutto bene, Lumière?” chiese Ayane con un filo di preoccupazione nella voce.
“Sì sì, Arc, non turbarti. Sarà che penso ancora di essere giovane ed esco poco vestito!” rispose lui scherzando. Ayane gli sorrise e poi con voce ironica gli disse:
“Okay, io vado in centro, torno per cena. E se ti viene una crisi e non riesci a respirare e diventi viola e non ce la fai proprio a muoverti mandami un sms che vengo a salvarti!”
“Simpatica come sempre, tesoro! Ah-ah vedi di non fare troppo tardi. Con chi esci, a proposito?” chiese lui curioso.
“Con un’amica, non preoccuparti, gente poco raccomandabile che non conosci, come piace a te!” gli rispose sempre ironica.
Confuso, Lumière, lasciò uscire la figlia senza ulteriori domande. Interrogandosi su quanto fosse ingiusto, da parte del tempo, correre così velocemente.

Ayane e Near si erano trovate al parco per poi prendere un sentiero poco praticato, era una scorciatoia per arrivare in cima all’unica collina nei dintorni della città. Lì avevano fatto un picnic. Che poi non era un vero e proprio picnic: erano passate a prendere due hamburgers ed altrettanta birra per poi pranzare in quel posto lontano dallo smog. Da lassù potevano scrutare la città, non la vedevano dall’alto perché la collina si ergeva per sì e no cento metri, ma le cime dei grattacieli coincidevano alla linea

dell’orizzonte. C’era un vecchio edificio abbandonato. Era distrutto, si diceva fosse un vecchio ospedale. Trascorsero il pomeriggio in una delle sue stanze, il soffitto e la parete ad ovest erano crollate quindi era un ottimo rifugio per assaporare il dipinto pittoresco di un tramonto sulla collina. Passarono le ore a parlare, ad ascoltare musica, fumare qualche sigaretta e ridere. Sì, Ayane era riuscita a far ridere Near. Il punto più alto raggiunto dagli angoli della sua bocca era stato toccato quando, dopo pranzo, Ayane aveva sentito il bisogno fisico di caffeina e così aveva estratto dalla borsa una piccola termos. A quel punto Near era scoppiata a ridere dicendole, tra un singhiozzo e l’altro: “Cioè, tu sei così dipendente che ti porti dietro una termos?” Ayane l’aveva guardata male, poi aveva pensato alla scena e, nonostante non le facesse poi così ridere, cominciò a farlo per il puro gusto di farlo. Near era la prima amica, se così si può definire, che aveva. Lei stava ad ascoltarla anche se in effetti non è che avesse molto da raccontare. Ad un certo punto, quando il sole stava per toccare le cime dei grattacieli Ayane decise di raccontare a Near del sogno che aveva fatto la notte precedente. Le spiegò la sensazione di pace interiore che le aveva trasmesso, nonostante l’impossibilità di spiegare oggettivamente ed ordinatamente ogni sfumatura.
Near apprezzò, forse Ayane era la sua prima amica, se così si può definire. Era tardi, così entrambe tornarono a casa.

“Arc, vieni qui, dobbiamo parlare,” disse Lumière ad Ayane, senza neanche darle il tempo di entrare in casa.
“Che ho combinato?” disse lei scherzando.
“Vieni qui, ora.” tuonò lui, tant’è che Ayane mise subito via quel sorrisetto beffardo che aveva stampato in faccia ed andò in cucina, dove il padre la stava aspettando.
“Cosa sono quei CD in camera tua? Chi te li ha dati? Lo sai benissimo che puoi fare tutto quello che vuoi, l’unica cosa che ti proibisco è la musica. Pensavo fossimo d’accordo.” disse lui seccato e deluso.
“Me li ha dati Near.” rispose lei sulla difensiva.
“Lo sai che non approvo. Ora portameli e fila in camera. Chi è poi questa Near?” chiese lui sprezzante.
“L’ho conosciuta alla lezione di musical e sì, mi sono iscritta ad un corso di musical! Andiamo in scena tra due settimane, ma non ti interessa immagino. A te interessa solo vietarmi cose assurde.” disse lei sull’orlo del precipizio. Non avevano mai litigato e questo aveva l’aspetto di un litigio a tutti gli effetti.
“Ayane non parlare a sproposito!” rispose lui.

“Ma papà, ho capito che la musica è qualcosa di meraviglioso, apre le porte dei mondi. Non capisco perché tu me l’abbia voluta nascondere fino ad oggi!” controbatté lei, con le lacrime agli occhi.
Lumière tossì forte, respirò a fondo, ritrovò la calma e poi le disse:
“Il problema è che davvero apre le porte dei mondi. E quei mondi sono pericolosi, Ayane. L’ho fatto solo per proteggerti, un giorno capirai. La musica ferisce, la musica riesce a toccare la parte più oscura e profonda di una persona. Una freccia diretta all’anima. Boom! Un ramo che cresce attorno al cuore e lo stinge sempre più forte. Ha un potere inimmaginabile, Arc. Non voglio che tu ne soffra, non più del dovuto.”

La quantità di informazioni criptate di quell’ammasso di frasi mandò in crisi Ayane, non capiva di cosa stesse parlando, così si abbandonò ad un lungo pianto nella solitudine della sua camera, sul davanzale con la finestra spalancata. Non le importava della pioggia che entrava. Colava fredda sul suo viso mentre lei provava a combatterla con nuvole di fumo che, svogliatamente, uscivano dalle sue labbra per abbandonarsi ad un futuro senza destino.

Annunci

2 pensieri su “Confusione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...