Il giorno seguente

Avevano passato una vita mediocre, è vero, ma lei lo amava.
E lui amava lei.
Da quando Kazuko non era nata era stato sempre più difficile convivere, anche se nessuno lo faceva notare. Si parlavano solo per discutere su chi avesse provato più dolore nella propria vita, su quanto Lumière fosse un fallito e di come lui non doveva permettersi di dire lo stesso di lei perché una casa editrice era interessata ad un paio delle sue opere. Era interessata a quel paio delle sue opere da dieci anni. Non c’era neanche più tensione tra di loro, era tutto spento. Come una candela sulla torta di compleanno, se ci soffi sopra la fiamma sparisce ma un piccolo gioco di fumo continua a volare nell’aria. Il loro rapporto era quel gioco di fumo. Un legame così flebile, incostante. C’è da dire, però, che nonostante la fragilità quel fumo era così bello visto nella notte, si muoveva in modo così elegante, ballava. Infatti, nonostante non si parlassero, qualcosa di gradevole era rimasto tra loro, e la scoperta che Ayumu fosse incinta alimentò quel qualcosa di gradevole fino a farla diventare felicità. Felicità muta ma pur sempre felicità.

Corse verso l’ospedale, si precipitò in bagno. Doveva sistemarsi, non poteva permettersi che sua figlia lo vedesse come un debole. Perlomeno non fin da subito. Pensava che avrebbe abbandonato la musica ed avrebbe cercato un “lavoro serio”. Aveva trent’anni, non era ancora così vecchio, avrebbe potuto farcela. Tornò da Ayane e strinse la mano all’infermiera senza sentimenti con la quale si accordarono per il funerale della moglie.

Mise la culla della piccola creatura in macchina, si tolse la giacca per ripararla dalla poca pioggia che s’infiltrava nella vettura e, intonando una ninna nanna, si diressero verso casa. Accostarono nel parcheggio di un supermercato. Scesero dalla macchina, Lumière lanciò una monetina facendo canestro nel cilindro di un pover’uomo che stava provando a riparasi dal diluvio sotto un tetto decadente. La cassiera, una volta vista Ayane e risposto alla domanda “quale latte crede sia meglio per lei?” da parte di un padre inesperto, abbandonò il suo fare da scaricatore di porto che mastica vistosamente e rumorosamente un chewing-gum e mostrò la

sua parte materna esibendosi in gesti e versi senza senso apparente rivolti al dolce contenuto della culla.
Una volta pagato il futuro pranzo ed arrivati a casa, Lumière improvvisò un piccolo rifugio per Ayane e la lasciò dormire.

Il giorno seguente sarebbe cominciata una nuova vita.

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